circuito di correzione del fattore di potenza
Il circuito di correzione del fattore di potenza, chiamato anche circuito PFC (Power Factor Correction), è un circuito volto a migliorare la qualità dell’alimentazione. In particolare, si riferisce a un circuito che realizza interventi con l’obiettivo di avvicinare il fattore di potenza il più possibile a 1. Riduce la differenza tra tensione e corrente e allo stesso tempo contribuisce alla soppressione delle correnti armoniche.
La soppressione delle armoniche è regolata dalla normativa internazionale IEC 61000-3-2, che stabilisce la corrente armonica massima consentita in base alla classe; per le apparecchiature elettroniche correlate è generalmente richiesto l’uso del PFC.
I circuiti di correzione del fattore di potenza si suddividono principalmente in tre metodi: metodo passivo, metodo a commutazione parziale e metodo a commutazione (metodo attivo).
Il metodo passivo consiste nell’inserire direttamente un reattore nell’alimentazione ed è generalmente utilizzato per circuiti di alimentazione a bassa potenza. Il metodo a commutazione parziale aggiunge un elemento di commutazione alla sezione con reattore del metodo passivo ed esegue l’operazione di commutazione durante il semiciclo. Attivando l’elemento di commutazione e facendo scorrere corrente anche negli intervalli in cui prima non fluiva, si amplia l’area di conduzione della corrente in ingresso e si migliora il fattore di potenza. Nel metodo a commutazione (metodo attivo), il circuito di correzione del fattore di potenza inserisce un convertitore boost (circuito chopper step-up) tra il ponte a diodi e il carico; controllando la corrente tramite accensione e spegnimento e allineando la fase con la tensione di ingresso, si migliora il fattore di potenza. Grazie al funzionamento con commutazione ad alta frequenza mediante MOSFET ecc., è possibile progettare condensatori e reattori in modo compatto.